INFORMAZIONI GEOGRAFICHE
Il paese, dominato dai resti del castello normanno, si caratterizza dalla presenza di quattro magnifici borghi: Badia di Esperia, Monticelli, Roccaguglielma (o Esperia Superiore) e San Pietro in Curolis (o Esperia Inferiore).
Circondata da monti e colline ricoperte di boschi, foreste e uliveti, Esperia si affaccia ad Est sul territorio pianeggiante della Valle del Liri dove si estende sovrana l’Abbazia di Montecassino. Considerato uno dei territori più vasti della provincia di Frosinone, risulta facilmente raggiungibile dai comuni limitrofi e da chi proviene da Roma e Napoli.
Essa è collocata sulle Terre di San Benedetto e il suo territorio ospita importanti e pregevoli Chiese, patrimonio sacro che testimonia la profonda religiosità del luogo. Nonostante i numerosi danneggiamenti subiti durante il secondo conflitto mondiale, si possono ancora ammirare i resti di San Pietro della Foresta, una solitaria torre posta nell’agro, la caratteristica Chiesa di San Donato, sorta isolata sul monte Oro e quella dedicata a Santa Maria di Montevetro, con affreschi del secolo XV. Sul Cecubo, il monte che sovrasta i due abitati di Esperia, e vicino al castello, si erge il Santuario della Madonna delle Grazie, eretto nel Seicento, restaurato ed ingrandito nell‘Ottocento, continuamente rinnovato, e molto frequentato grazie al suo patrimonio artistico caratterizzato da pitture, iscrizioni e ornati in stucco.
... C'ERA UNA VOLTA ESPERIA
La nascita di Esperia sembra essere avvolta ancora in un alone di mistero; l'origine del suo nome, per esempio, è incerta e, secondo lo storico locale Alfonso Parisse, potrebbe derivare dall’astro Espero oppure dal nome arcaico della penisola italiana. Alcuni studiosi fanno risalire i primi insediamenti sul territorio esperiano come conseguenza della distruzione della colonia romana di Interamna Lirenas o all'epoca tardo-antica sul monte Cecubo; certa è invece la creazione di borghi voluta da Montecassino nel X secolo. La popolazione che prima di allora abitava in piccoli insediamenti sparsi sul territorio fu fatta progressivamente convogliare nei pressi di San Pietro e di San Paolo della Foresta, due monasteri benedettini costruiti per sostituire l’antico Santo Stefano, distrutto tra l’817 e l’828 dai musulmani. Oggi, le tracce del passato, prendono vita attraverso l'immenso patrimonio culturale presente: non solo il Castello, le Chiese e i Palazzi storici, ma anche avvenimenti che hanno sconvolto e cambiato radicalmente la popolazione e il territorio, come la sanguinosa battaglia combattuta lungo la Linea Gustav, per cui il comune è stato insignito della più alta onorificenza, la Medaglia d'Oro al Merito Civile. Esperia può essere considerato un vero e proprio Museo all'aperto, basta visitare ad esempio le orme di dinosauro censite dall'Università Federico II di Napoli e rendersi conto di quanto il patrimonio artistico, storico e culturale è messo in luce e a disposizione del turista attento e curioso.
IL CASTELLO DI ROCCAGUGLIELMA
Il Castello Medievale fu costruito intorno al 1103, su probabili preesistenze più antiche, dal cavaliere normanno Guglielmo di Glossavilla (Bloseville), il quale concentrò la popolazione nell'abitato, che prese il nome di Roccaguglielma, posto ai piedi della rocca e lo difese con una cerchia di mura. Il castello, per la sua posizione strategicamente importante, era funzionale al controllo dell'importante passo montano che congiungeva direttamente i possedimenti normanni di Pontecorvo ed Aquino con Gaeta, senza passare per Cassino. Roccaguglielma con Pico, San Giovanni Incarico, Campello e Rivomatrice formò una specie di stato indipendente, denominato dei "cinque Castelli de Foris", perché erano fuori dei possedimenti dell'Abbazia di Montecassino. Il castello, oggi ridotto a ruderi e visitabile gratuitamente, è raggiungibile attraverso la strada carrabile che parte dal centro urbano e raggiunge un piazzale ricavato tra i muri del castello e la chiesa di Santa Maria delle Grazie.
LE ORME DI DINOSAURO
Più di 40 impronte che risalgono a circa 120-140 milioni di anni. Le impronte risalgono al periodo Cretaceo, quando l'intero territorio era ricoperto di acqua. Questi pachidermici animali che potevano arrivare a pesare anche 10 tonnellate, hanno lasciato le loro orme sul fango e su queste si sono sedimentati altri strati di materiale. Le orme si trovano in località San Martino, lungo la strada che conduce all’altopiano di Polleca.
LA MEMORIA
Esperia fu teatro della violenta battaglia combattuta lungo la Linea Gustav durante la Seconda Guerra Mondiale, subendo prima le angherie dei Tedeschi, poi i bombardamenti americani e infine, a battaglia ultimata, i soprusi delle armate alleate ed in particolare delle milizie marocchine pagando uno dei più alti tributi della guerra.
Il paese per questo è stato insignito della Medaglia d'Oro al Merito Civile. La motivazione al riguardo recita così: «Piccolo Comune con pochissime migliaia di abitanti, occupato per la posizione strategicamente favorevole dall'esercito tedesco impegnato a difesa della linea "Gustav", fu obiettivo di ripetuti e selvaggi bombardamenti che provocarono numerosissime vittime civili e la quasi totale distruzione dell'abitato. Con l'arrivo degli alleati il paese subì, poi, una serie impressionante di furti, omicidi e saccheggi e dovette registrare più di settecento atti di efferata violenza su donne, ragazze e bambini da parte delle truppe marocchine. Ammirevole esempio di spirito di sacrificio e elette virtù civiche.»
Qualunque cittadino abbia il piacere di dare un proprio contributo all'implementazione della sezione "Memoria" contenuta in questo sito in termini di fotografie, testimonianze e documenti è invitato a comunicarlo o eventualmente a trasferire il materiale disponibile al prof. Annibale Di Cuffa.
